Gruppo Folkloristico

IL NOSTRO SPETTACOLO

Lo spettacolo si compone di musiche, canti e danze della tradizione popolare marchigiana, può avere una durata di circa 2 ore ed è adattabile sia in teatro che in piazza, itinerante o sul palco.

 

Lo spettacolo ha l’obiettivo di riproporre gli usi e i costumi della civiltà contadina per salvare l’immenso patrimonio di valori e di cultura e si fonda sulla società contadina del XIX secolo, economicamente molto povera e dalle rare occasioni di svago e divertimento

 

 

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Il Gruppo con le danze, che venivano eseguite in gruppo nelle aie o nei cortili delle case coloniche, rievoca i lavori stagionali della campagna, come lo “mete” (mietere), lo “scartoccià” (la raccolta del granoturco), lo “velegnà” (la vendemmia), lo “fienà” (la tagliatura del fieno), la trebbiatura e le feste sull’aia, che rappresentavano sempre un’occasione di gran festa. Oltre a questi alcune feste tipiche come la “pasquella” e il “cantamaggio“.

 

 

10559925_239579706252699_6824432283059884381_nLe danze sono allegre e veloci ed esprimono gioia di vivere e di divertirsi. Tutti i brani del repertorio si basano su musiche e coreografie originali, ricostruite grazie ad un paziente ed attento lavoro di ricerca.

Durante lo spettacolo i balli sono intervallati da canti popolari, stornelli a braccio, canti di questua, che hanno un timbro vivace e sprigionano una piacevole allegria. Essi parlano della nostra terra e delle vicende quotidiana della vita di un tempo, vissuta da gente semplice e fiera delle proprie tradizioni.

 

Il gruppo vuole far rivivere e conoscere il paese di Montecosaro nell’aspetto della sua vita quotidiana di un tempo ormai lontano, quando non esistevano ancora la frenesia e lo stress dei tempi moderni, ma soltanto la dura fatica dei campi, ricompensata dalla tanta energia sprigionata poi nell’aia, dove tutti insieme mangiavano, bevevano e ballavano fino a notte fonda. Le coreografie esprimono il tema fondamentale della schermaglia amorosa con il gioco del corteggiamento, altre sono riti propiziatori o di ringraziamento alle raccolte dei prodotti agricoli.

 

BALLI

 

Fra tutti i balli de repertorio, quello che più di ogni altro rappresenta il gruppo è senz’altro il Saltarello, sensibilmente diverso nel ritmo e nella musica nei vari paesi della regione. È  il ballo di corteggiamento per eccellenza, dove l’uomo cerca in ogni momento di avvicinarsi alla donna, la quale inizialmente si sottrae facendosi desiderare, ma poi si riavvicina mostrando di gradire le galanterie del suo pretendente.

 

Oltre al saltarello, nello spettacolo sono eseguite danze che erano soliti ballare i contadini dopo il rientro a casa da una giornata di lavoro:  la Raspa, la Castellana, la Gajinella, il Valzer.

Altri balli del repertorio sono di lontana provenienza, ma risultano oramai radicati nella nostra tradizione perché inerenti alla cultura contadina: la Quadriglia, la Polka, la Monferrina, la Tarantella, la Mazurca, la Manfrina. Tra i balli più coinvolgenti spicca La piazza di Montegallo, ballo molto vivace che trae il nome dalla piazza di un ipotetico paese, che diventa come simbolo per indicare ogni importante festa che finiva col ballo sulla piazza. Le coreografie esprimono il tema fondamentale della schermaglia amorosa con il gioco del corteggiamento e i balli oggi sono trasformati in balletti coreografici ma mantengono i passi e le mosse tramandate dai nonni.

Poiché erano molto rare le occasioni di corteggiamento, il ballo costituiva un’importante opportunità di incontro; questo aspetto, presente in tutte le danze, risalta in particolar modo ne La Montagnola, dove viene rappresentato il corteggiamento da parte di un marinaio verso una ragazza contadina che con la propria brocca si reca alla fonte.

 

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spettacolo

 

 

SALTARELLO

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Il Saltarello ha origini molto antiche: si può far risalire alla “saltatio” (saltazio), la danza autoctona dei Latini o alle “saltationes” (saltaziones) alto medioevali dal carattere vivace e dall’espressività erotica. Il saltarello trova la sua diffusione soprattutto nelle regioni dell’Italia centrale, dove, a seconda delle zone, ad una struttura coreografica simile si accostano elementi di variazione nei passi e nelle figure.
Il ballo costituiva un’importante opportunità di incontro e nelle rare occasioni il saltarello era il ballo di corteggiamento per eccellenza: le coppie di ballerini si rivolgono sempre lo sguardo sorridendo, con continui ammiccamenti e provocazioni, l’uomo cerca in ogni momento di avvicinarsi alla donna, la quale, inizialmente si sottrae facendosi desiderare, ma poi si riavvicina mostrando di gradire le galanterie del suo pretendente.